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IL TEMPO SENZA TEMPI DI ANNALISA PICCHIONI

Se è vero che il movimento che ricordiamo col termine astrattismo nasce dalla scelta degli artisti di negare la rappresentazione della realtà per esaltare i propri sentimenti attraverso forma, linea e colore, allora possiamo anche affermare che l'opera d'arte "astratta" deve essere intesa come risultato dell'incontro tra uomo e mondo in una forte contraddizione tra l'esperienza del vivere la realtà con empatia e di rispondere ad essa con l' astrazione. Più precisamente l'artista che sceglie di esprimersi attraverso l'arte astratta vive con empatia la realtà ma rifiuta di rappresentarla con figure e forme reali e quindi nell'astrazione trova un mondo in cui si realizza tutto ciò che è espansione del suo interiore. Con il termine "astrattismo" vengono quindi spesso designate tutte le forme di espressione artistica visuale non figurative, dove non vi siano appigli che consentano di ricondurre l'immagine dipinta ad una qualsiasi rappresentazione della realtà, nemmeno mediata dalla sensibilità dell'artista come nel caso degli impressionisti.
Annalisa Picchioni è sì un'artista che usa l'arte astratta per esprimersi, ma il suo non è un creare una realtà diversa opposta a quella reale perché si sente aliena da ciò che vive. Lei non cerca un rifugio e una nuova patria nel suo fare arte ciò che lei crea è un vero canto in cui emerge la sua anima fatta di femminilità di magia e di voglia di stupirsi nonostante il grigiore di questi tempi. Quando ho conosciuto quest'Artista mi sono stupito della sua giovane età e dell'esperienza che traspariva ed è palese nei suoi dipinti. Non esiste né tempo quindi nessuna età, né spazio empirico nell'esperienza estetica di Annalisa Picchioni. Come poche donne in questo tempo lei ama ancora stupirsi e la sua pittura è l'esperienza di chi usa colore, forma e linea così come il poeta usa metrica e fonia o il compositore tempo e ritmo. Notevole è la sua capacità di disporre i colori nella profondità illusoria del piano ed è in questo che lei ha la genialità del musicista. Le forme e i colori sembrano sorvolare uno spazio che è rigido nella geometria del supporto poi tutto ciò che è sopra quest'area diviene libero e in virtù di quell'universo illusorio acquisisce dignità in un apparente disordine. La genialità di Annalisa è nella sua anima di giovane donna senza tempo né tempi, sono certo che persone come lei non invecchino mai e non per motivi astrusi, semplicemente perché alcune donne, poche in verità, hanno la consapevolezza ancestrale di quella scintilla femminile che mosse la creazione e che trasformò il caos in cosmo.
L'apparente disordine delle sue forme, dei suoi segni è un universo in formazione che si sta rivelando, è il fremito di una donna che si sente madre, anche se non avrà mai prole. Così Annalisa Picchioni armonizza i toni giustapponendo toni neutri a colori caldi che armonizzano così i primari ai corrispettivi complementari. L'osservatore ha la percezione della presenza della luce perché vede l'ombra dell'immateriale quasi che l'immanente e il trascendente diventino visibili e non più contrastanti nel fare arte di Annalisa. È la coscienza delle cose attraverso il contrasto che si realizza nelle opere di Annalisa Picchioni. Tutto è in un vento che sospende le forme rendendole leggere e allo stesso tempo visibili e reali. Vere composizioni in cui una nota diviene tono cromatico e ogni forma impalcatura che sostiene architettonicamente tutto l'insieme.
Geniale è la sua capacità di rendere l'immagine finale astratta ma tuttavia leggibile nei connotati reali dei vuoti e dei pieni, di ombre che rendono le linee in un finto rilievo in finestre che mostrano colori forti che vibrano come i ricordi dimenticati che emergono con emozioni inaspettate. Ho visto visitatori in una mostra a Venezia dove era esposta una sua opera, mi avvicinai senza parlare, l'effetto era di chi in una strana astronave guardasse da una finestra un mondo sconosciuto ma invitante e riconoscibile come proprio. È evocativa la pittura di Annalisa Picchioni, il suo apparente disordine è il movimento dell'anima è il vento dei sentimenti, il fremito delle sensazioni che ci fanno sentire vivi in questo mondo che rende afoni e atoni ogni movimento dell'interiore.
Annalisa Picchioni ha la capacità, rara, di rendere l'irreale capace di generare emozioni e l'osservatore si riconosce e si ritrova nella composizione magica di una giovane donna col cuore da ragazza senza tempo né tempi.

Alberto D'Atanasio
Docente M.I.U.R. di Storia dell'Arte e Semiologia dei Linguaggi non Verbali








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